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Tutelare il cliente dai dissesti bancari

In un contesto di continui dissesti da parte di alcune banche, in Italia come in altri Paesi, la figura del consulente diviene determinante per ridurre la preoccupazione dei risparmiatori. A partire dall’inizio del 2016, l’eventuale crisi di una banca viene risolta con un nuovo meccanismo detto “bail-in”, che comporta il salvataggio dell’istituto di credito attraverso la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti, come quelli dei correntisti che han depositato più di 100 mila Euro sui conti correnti. Così facendo è previsto un assorbimento delle perdite e la ricapitalizzazione della banca in misura sufficiente per risolvere la crisi e mantenere la fiducia nel mercato.

Azionisti e creditori, tuttavia, non potranno subire perdite maggiori di quelle che sopporterebbero in caso di liquidazione della banca secondo le procedure ordinarie. Per quanto riguarda gli azionisti, coloro che non pongono domande al cliente e che si limitano a proporre, si identificano e si rivelano come i soggetti più pericolosi. Per questo e per altri fattori, il cliente ha diversi alert a cui prestare attenzione: ne è un esempio la continua proposta commerciale di prodotti assicurativi spesso a prescindere dalla situazione patrimoniale e/o personale del cliente.

Per decenni il conto dei dissesti creditizi veniva ripianato dagli Stati, con il ricorso alla fiscalità o ai Fondi di garanzia, come avvenuto in molti casi anche in Europa dopo il crack della statunitense Lehman Brothers. Basti pensare che, secondo i dati forniti da Eurostat, gli aiuti ai sistemi creditizi nazionali, per reggere l’urto della crisi finanziaria globale, avevano accresciuto il debito pubblico di quasi 250 miliardi di euro in Germania, quasi 60 in Spagna, 50 in Irlanda e nei Paesi Bassi, poco più di 40 in Grecia,19 circa in Belgio e in Austria e quasi 18 in Portogallo.

In caso di “bail in” i primi a subire le conseguenze sono gli azionisti che si vedono ridotti o azzerato il valore delle azioni. In seconda battuta si interviene poi su alcune categorie di creditori, i cui titoli possono essere trasformati in azioni per ricapitalizzare la banca o svalutati se l’azzeramento del valore delle azioni non basta a coprire le perdite. In una situazione come quella attuale, risulta fondamentale, per investitori e azionisti, prestare le dovute attenzioni alla gestione del denaro. L’unico modo efficace per l’edificazione di un rapporto di fiducia crescente tra le parti interessate è rappresentato da una solida ed imperativa trasparenza e da un’assoluta onestà.

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