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L’importanza della diversificazione degli investimenti

Ridurre al minimo i rischi e massimizzare il capitale. Questi sono gli obiettivi della diversificazione, la strategia per far fruttare al massimo i propri investimenti. Per raggiungere i propri obiettivi finanziari infatti, variare i settori e i prodotti in cui investire è un passaggio importante e da non sottovalutare. Un portafoglio di investimenti diversificato permette di ridurre al minimo i rischi in un arco di tempo definito.

Diversificare ha un significato legato alla variazione degli asset di investimento

Mettere in atto questa strategia, infatti, significa investire in prodotti finanziari differenti e non correlati fra di loro. Far fruttare i propri risparmi su un numero limitato di titoli appartenenti allo stesso settore o alla stessa borsa è una mossa sbagliata perché i rischi aumentano considerevolmente.

Il drawdown

In situazione di drawdown, ovvero della prestazione negativa di uno o più strumenti finanziari, gli investitori che hanno capitalizzato i risparmi su un unico prodotto rischiano di perdere interamente il capitale investito. I titoli di stato, i bond, i piani di accumulo e i bot sono i principali strumenti finanziari con cui è possibile avere una diversificazione del proprio portafoglio. Anche l’apertura di un conto deposito, inoltre, può rappresentare un buon modo per avere più asset con cui far fruttare i propri risparmi e maturare degli interessi.

Ad introdurre il concetto di diversificazione del portafoglio è stato Harry Markowitz, economista statunitense classe 1927

L’idea principale contenuta nella sua teoria è che un insieme di titoli diversi per natura, rischio e rendimento hanno una performance più alta e una rischiosità più contenuta rispetto ai singoli investimenti. Questa intuizione valse a Markowitz la vittoria del Premio Nobel per l’economia nel 1990 per la sua tesi nella creazione del portafoglio di titoli che ha nella diversificazione la sua matrice.

Il fine della diversificazione di portafoglio è cogliere tutte le opportunità a livello globale che tanti singoli investimenti possono offrire. Questo obiettivo è anche alla base della costruzione di un fondo comune o di un fondo pensione che, per natura, sono costruiti mettendo insieme tanti mattoncini diversi di asset che consentono di trovare in un unico prodotto finanziario la massima diversificazione possibile.

Quanto sopra descritto rappresenta la storicità e la teoria ideale operativa concordata dalla quasi totalità degli addetti ai lavori. Tuttavia se osserviamo l’attuale scenario, ci accorgiamo che nell’ultimo anno la diversificazione ha premiato ben poco. Tutti i mercati economici sono influenzati notevolmente, in alcuni casi quasi dipendono, dall’economia americana.

Come possiamo quindi affrontare concretamente le relative distonie prospettiche?

Utilizzando sistemi matematici di controllo del rischio. Questi ci consentono di destinare l’investimento totalmente all’interno del mercato di riferimento, oppure rimanerne completamente al di fuori.

Va da sé che l’annoso interrogativo che si pone è: “market timing o lungo termine” ?

La saggezza figlia dell’esperienza ci insegna: non escludere l’uno a favore dell’altro. Bensì utilizzare entrambe le modalità. In tal modo sfrutteremo la flessibilità di investimenti che devono tener conto della Propensione al Rischio dell’investitore. Tutto ciò che un buon consulente deve saper fare bene è rendersi flessibile. Solo così manterrà le promesse del primario interesse del cliente: le sue esigenze.

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